Sii umile perchè sei fatto di Terra, sii nobile perchè sei fatto di Stelle

mercoledì 13 luglio 2011

Il Richiamo Mitico


Moltissimi anni fa, convocato un concilio galattico, venne inviato un richiamo mitico ad un numero infinito di esseri di luce: i figli del Sole, gli esseri alati angelici, i corridori del Sole, i guerrieri dell'arcobaleno e altri esseri luminosi di differenti sistemi stellari. I partecipanti di quel grande concilio galattico di esseri di luce giunsero da ogni dove. Ad un certo punto, l'Amore delle Galassie Ruotanti, il Grande Spirito, apparve nel mezzo del concilio donando graziosamente a tutti i presenti la sua luce celestiale e queste parole:
"Siete stati invitati ad incarnarvi in un mondo in cui avverrà una grande trasformazione", iniziò a dire l'Amore delle Galassie Ruotanti, "chi tra di voi accetterà di aderire a questo appello andrà in un luogo di evoluzione planetaria in cui le illusioni della paura e della separazione hanno un ruolo determinante. Mi rivolgo a coloro che hanno i talenti e i doni necessari per agire in quel luogo come miei emissari, per elevare e trasformare le frequenze del pianeta Terra nel modo più semplice, incarnando e nutrendo la presenza dell'amore. In questo mito, voi sarete i creatori di una nuova realtà, la realtà dell'ottava dorata".


L'Amore delle Galassie Ruotanti continuò e disse: "Nel corso degli altri viaggi, ognuno di voi ha dimostrato di essere un "navigatore dei sentimenti", abile a risvegliare la propria coscienza e a sintonizzare il proprio cuore sui dettami del puro amore e del servizio compassionevole. Voi, che correte nel Sole e che reggete la fiaccola, avete già dimostrato di essere in grado di tenere alta la luce. Per questo vi invito ad incarnarvi in massa tra le tribù della Terra per assistere Gaia e tutti i suoi figli nel corso della loro trasformazione.
"Il piano prevede che non ricorderete più da dove provenite", proseguì il Mistero delle Galassie Ruotanti, "comunque, quando ricorderete il sentimento di fede e di innocenza fanciullesca, diverrete i trasformatori armonici di questo ciclo di iniziazione della Terra. Secondo un piano strategico, spesso vi incarnerete in alcune delle più dense aree vibrazionali del pianeta. Qualcuno di voi, di fronte all'illusione della separazione dall'amore, potrà sentirsi disperato, privo di sostegno e in preda all'alienazione. Ma, abbracciando la vostra umanità, il vostro amore potrà trasformare le profondità della dualità e la vostra luce vivificherà le moltitudini".


"La vostra partecipazione a questa ricerca sarà assolutamente volontaria; sappiate comunque che questa trasformazione sulla Terra è un movimento molto raro e prezioso. Se sceglierete di accettare questa missione, avrete l'opportunità di catalizzare e di sintetizzare tutto ciò che siete stati nel corso di innumerevoli incarnazioni e farete un salto quantico di conoscenza, una cosa non comune. Sta a voi scegliere il modo in cui mettervi a danzare con Terra Gaia e con i suoi figli, mentre lei completerà la sua luminosa cerimonia!".-
Così parlò il Creatore, la Luce delle Galassie Ruotanti. E fu così che gli esseri luminosi che formavano le innumerevoli alleanze, federazioni e concili dei fedeli delle stelle scelsero di incarnarsi sul pianeta Terra per assisterlo nel corso di questo evento cruciale, il risveglio del sogno planetario. Il piano comprendeva anche un processo a prova di errore per risvegliare quegli esseri dall'illusione di separazione e dal velo di oblio così diffuso sulla Terra. Gli esseri luminosi che si sarebbero prestati ad assistere Gaia convenirono di aiutarsi l'un l'altro per ricordare chi fossero. Questi semi stellari possedevano diversi codici di suoni, colori, luci, immagini, parole e simboli - una risonanza vibrazionale che li avrebbe aiutati a ricordare quale fosse il loro compito nella luce. Fu stabilito che queste indicazioni codificate sarebbero dovute apparire ovunque: nell'arte e nella musica visionaria, negli sguardi penetranti, nei discorsi e nei sentimenti. Tutto questo avrebbe creato un profondo desiderio di risveglio per diventare incarnazioni dell'amore.


E' per questo che voi, figli del Sole, ora siete immersi nelle acque del ricordo, preparàti come guerrieri dell'arcobaleno per portare a termine il compito assegnatovi nel nuovo e nell'antico mito. Accogliendo semplicemente in voi la presenza dell'amore sulla Terra, stendete amorevolmente il mantello degli dèi, inviando onde di guarigione e di amore a tutto il corpo Gaia, che arde dal desiderio di riceverle. Quando verrà il tempo di uscire allo scoperto, i vostri doni risveglieranno e daranno potere ad altre persone. Con le vostre risate, i canti, le danze, l'umorismo, la gioia, la fede e l'amore creerete una potente fonte di trasformazione capace di superare le limitazioni del vecchio mito legato alla dualità e alla separazione, e questo farà nascere il miracolo dell'unità della pace sulla Terra.


Utilizzate i vostri doni in favore di Gaia. Raggiunta una supernova di coscienza, Gaia e i suoi figli, vestiti di abiti di luce, si innalzeranno in cielo formando un luminoso corpo di luce e di amore per rinascere tra le stelle! Il richiamo mitico è stato lanciato. La grande ricerca è iniziata. Svegliatevi, guerrieri dell'arcobaleno, corridori del Sole, esseri luminosi delle alleanze galattiche, delle federazioni e dei concili! Antichi camminatori celesti che vi siete di nuovo formati in questa era, alzatevi in piedi in tutta la vostra bellezza e nel pieno potere della vostra vera identità di doni d'amore a Gaia. Abbandonate ogni dubbio. Voi siete i figli divini del Sole! Andate là dove vi porta il cuore e condividete i vostri grandi doni. Abbandonatevi alla magia delle luce. Il miracolo si manifesterà sulla Terra. Ricordate che danziamo e cantiamo qui per il Cuore Assoluto!


da "L'Oracolo dei Maya"

lunedì 11 luglio 2011

L'Oceano negli occhi e nel cuore


C'è un gabbiano appollaiato sulla roccia vicino a me. Guardiamo lontano, nella stessa direzione, verso il largo, dove il blu della Mer d'Iroise è più profondo, quel blu che ti lascia senza parole.
Mi porto nel cuore un grande amore per la terra e il mare di Bretagna, un amore strano, con un sottofondo di forza e nostalgia. A volte mi scendono le lacrime quando mi prende quel desiderio di sedermi lì, in silenzio, davanti a quel grande essere blu, ad ascoltare il suo canto.
E' come se parlasse, a lui puoi affidare i tuoi pensieri più intimi, le tue paure più profonde. L'Oceano ti aiuta sempre, con le sue grandi onde spumose che si spaccano sugli scogli o con le carezze lente e lunghe nei giorni di calma.
Le sue acque sono fredde, le spiagge e le rocce deserte, pochi turisti, gabbiani indifferenti, immersi nei loro pensieri intenti a lisciarsi le penne. Richiami lontani di altre creature alate echeggiano nel vento. E c'è un profumo inconfondibile, di rocce che asciugano al sole, di vento, di acqua salata .

La barca col un locale trasparente sotto la chiglia, mi permette di vedere un mondo a me sconosciuto, il mondo sotto la superficie. Lunghe alghe laminarie e lunghi rami fioriti di rosa fluttuano come mossi dal vento e sembra di essere in un altro pianeta, fluido, blu, dove tutto ha una musica sua, una sua voce antica e un po' irreale.



Qualche piccolo pesce e poi, all'improvviso qualcosa di grande, veloce e scuro passa tra le alghe, in lontananza. Delfini, eccoli, a giocare con la barca, a inseguirla, sorridenti e lucidi. Saltano davanti a noi come per fare apposta a spruzzarci, giocano, giocano liberi, e vengono vicinissimi.


La Madre Oceano, Mama Cocha, regala sempre la libertà, il cuore si spalanca, apre le ali, Lo Spirito corre nel vento e ti immergi nel profondo di te per poi risalire come un delfino e saltare verso il sole.
E sai che non sei solo, mille voci cantano per te, mille respiri di acqua lambiscono la tua anima, mille volte cambi la tua forma, ma sei sempre Tu, unico, Uno con l'Universo, e, in un infinito attimo, quando la vita esplode in te, nella luce rosa del tramonto... comprendi.


Foto di viaggio. Bretagna 2007

domenica 10 luglio 2011

La leggenda delle Pleiadi

Bear butte o Devil's Tower è la montagna che compare nel film Incontri ravvicinati del terzo tipo.
Ma, per i Nativi della zona , è uno dei luoghi più sacri dove svolgono cerimonie e raduni. Molte sono le leggende e i miti che sono sorte intorno a questa formazione rocciosa, a causa della sua forma particolarissima e diversa da tutte le altre.


La montagna si erge nel territorio del Wyoming per più di 206 metri dalla sua base e raggiunge i 1534 metri sul livello del mare. Si presenta come un cono con le pareti quasi verticali e la cima spezzata. Sulla sommità si trova una superficie pianeggiante e rotonda di 0,6 ettari. La sua sbalorditiva ed unica forma è frutto di un’evoluzione geologica di antichissime origini. Circa 60 milioni di anni fa, infatti, del magma proveniente dagli strati più profondi della terra si intruse tra le rocce sedimentarie più superficiali. Solidificandosi il magma colò lungo i lati del cono dando alla Devils Tower quelle sue caratteristiche striature verticali. Nel tempo, un lentissimo processo di erosione portò alla luce la formazione geologica così come oggi noi la conosciamo.


Una leggenda narra che sette sorelle stavano camminando nella prateria. Un grosso orso le notò e cominciò ad inseguirle. Le sette ragazze spaventate, chiesero aiuto a Wakan Tanka. Dalla terra si innalzò una montagna dalla cima piatta, proprio sotto i loro piedi. L’orso, cercando di arrampicarsi per catturarle, graffiò con i suoi potenti unghioni i fianchi della montagna.
Le sette sorelle spaventate, si rifugiarono in cielo e diedero vita alla costellazione delle Pleiadi.
Molte cerimonie in onore delle Pleiadi si svolgevano sul pianoro del Mato Tipi (o Devils Tower), la loro montagna sacra con la vetta “mozzata” e solcata sui fianchi da lunghi graffi lasciati secondo un antico mito dalle unghie di un Orso Gigantesco.
In altre leggende si parla di sette capi indiani.


Questa è un'altra leggenda raccontata tipicamente in chiave ironica da Cervo Zoppo.
Dalle pianure del Wyoming si erge la Torre del Diavolo.
È veramente una rocca, visibile per un centinaio di miglia all'intorno, un immenso cono di basalto che sembra toccare le nuvole.
Spunta dalla piatta prateria come se qualcuno l'avesse spinta su da sotto terra.
Naturalmente, Torre del Diavolo è un nome dell'uomo bianco.
Non c'è nessun diavolo nelle nostre credenze e siamo andati avanti bene per tutte queste centinaia di secoli senza di lui.
Voi gente avete inventato il diavolo e, per quanto mi riguarda, potete tenervelo.
Ma al giorno d'oggi ognuno conosce quella rocca sublime con questo nome, così è la Torre del Diavolo.
È inutile dirvi il suo nome indiano.
La maggior parte delle tribù la chiamano Rocca dell'Orso.
Il motivo è questo: se la osservi, noterai sui suoi lati a picco molte, molte striature ed incisioni che corrono su e giù in linea retta, come graffi fatti da artigli giganti.
Bene, molto, molto tempo fa, due giovani ragazzi indiani si ritrovarono perduti nella prateria.
Sappiamo come succede.
Avevano giocato a « palla percossa » e la batterono qualche centinaia di metri fuori del villaggio.
E poi avevano lanciato con i loro piccoli archi ancora più lontano nei cespugli di salvia.
E poi avevano udito un piccolo animale fare un rumore ed erano andati ad indagare.
Erano giunti ad un ruscello con molti ciottoli colorati e lo seguirono per un po'.
Arrivati ad una collina, volevano vedere che cosa c'era sull'altro lato.
Videro un branco di antilopi e, naturalmente, dovettero seguirne le tracce per un certo tempo.
Quando incominciarono ad aver fame e pensarono che era tempo di tornare a casa, i due ragazzi si accorsero che non sapevano dove si trovavano.
Cominciarono a camminare nella direzione dove pensavano fosse il loro villaggio, ma si allontanavano soltanto sempre più da esso.
Alla fine si raggomitolarono sotto un albero e si addormentarono.
Si alzarono il mattino seguente e camminarono un po', sempre dirigendosi nella direzione sbagliata.
Mangiarono qualche bacca ed estrassero delle rape selvatiche, trovarono delle ciliegie selvatiche e bevvero l'acqua dei ruscelli.
Per tre giorni camminarono verso ovest. Avevano i piedi indolenziti, ma sopravvissero.
Oh, come desideravano che i loro genitori, o le zie o gli zii, od i fratelli e le sorelle più grandi li trovassero.
Ma nessuno vi riuscì.
Il quarto giorno all'improvviso i ragazzi ebbero la sensazione di essere stati seguiti.
Si guardarono intorno ed in distanza videro Mato, l'orso.
Non era un orso comune, ma un grizzly gigante, così grosso che i due ragazzi sarebbero stati soltanto un piccolo boccone per lui, ma egli aveva fiutato i ragazzi e voleva quel boccone.
Continuò ad avvicinarsi e la terra tremava come aumentava di velocità.
I ragazzi cominciarono a correre, cercando un posto dove nascondersi, ma non c'era un posto adatto ed il grizzly era molto, molto più veloce di loro.
Incespicarono e l'orso fu quasi sopra di loro. Vedevano le sue rosse mandibole spalancate piene di enormi denti malvagi.
Sentivano l'odore del suo caldo respiro.
I ragazzi erano grandi abbastanza per aver imparato a pregare ed invocarono Wakan Tanka, il Creatore:
« Tunkashi la, Antenato, abbi pietà, salvaci ».
All'istante la terra si scosse e cominciò ad alzarsi.
I ragazzi salirono con essa. Dalla terra usciva un collo di rocce che andava su, su, su sino a che fu più alto di mille piedi.
Ed i ragazzi erano sulla sua cima.
Mato, l'orso, era deluso nel vedere il suo pranzo scomparire nelle nuvole. Avevo detto che era un orso gigante? Questo grizzly era così enorme che quando era ritto sulle zampe posteriori poteva quasi raggiungere la cima della rocca.
Quasi, ma non del tutto. I suoi artigli erano grandi come i pali da tenda. Freneticamente Mato scavò il lato della rocca con gli artigli, cercando di salire, cercando di prendere quei ragazzi.
Così fece dei grossi graffi nei lati della rocca torreggiante.
Ma la pietra era troppo sdrucciolevole; Mato non poté salir su.
Cercò da ogni luogo, da ogni lato. Graffiava tutt'attorno sulla roccia, ma inutilmente.
I ragazzi lo osservarono logorarsi, divenir stanco, abbandonare.
Alla fine lo videro andar via come un'enorme, ringhiante, brontolante montagna di pelliccia che scompariva all'orizzonte.
I ragazzi erano salvi. Ma lo erano? Come potevano scender giù? Essi erano esseri umani, non uccelli che potevano volare.
Circa dieci anni fa, degli scalatori cercarono di conquistare la Torre del Diavolo.
Avevano corde, e ganci di ferro che consentivano loro di rimanere attaccati alla parete della roccia e riuscirono a salire.
Ma non poterono scendere. Rimasero per qualche tempo su quel gigantesco cono di basalto e dovettero essere ricuperati con un elicottero.
Nei tempi andati gli Indiani non avevano elicotteri.
Così come scesero i due ragazzi? La leggenda non ce lo dice, ma noi possiamo essere sicuri che il Grande Spirito non salvò quei due ragazzi soltanto per lasciarli perire di fame e di sete sulla cima della rocca.
Ebbene, Wanblee, l'aquila, è sempre stata amica del nostro popolo.
Così deve essere stata l'aquila che permise ai ragazzi di afferrarla e di riportarli in salvo al loro villaggio.
Voi conoscete un altro modo?


Il suo nome il Lakota è Mato tipila, che significa Torre dell'Orso, o Mato Sapa

da città di luce e dal blog Indiani d'America

venerdì 8 luglio 2011

Benedizione Apache



Che il Sole possa Portarti energia ogni giorno

Che la Luna possa Dolcemente Ristorarti durante la notte

Che la Pioggia possa Lavare via le tue preoccupazioni

Che il Vento possa Soffiare nuova energia nel tuo essere

Che tu possa camminare gentilmente attraverso il Mondo

E conoscere la sua bellezza in tutti i giorni della tua vita.



mercoledì 6 luglio 2011

L'oceano


Non siamo solo una goccia nell'oceano,
siamo il potente oceano in una goccia.
Rumi

martedì 5 luglio 2011

Da Michael

[...] Voi esistete in un vortice di energia: le forze energetiche sono comprensive di entrambi i principi di Forza Vitale Primaria, il mezzo spettro luminoso di dimensioni inferiori, o il meraviglioso, onnicomprensivo delle Particelle Adamantine della Luce del Creatore dei regni superiori della coscienza.
Lo stato mentale della mente e la qualità o la risonanza della vostra natura emotiva determinano il risultato del vostro sforzo creativo.
Come un co-creatore, modellerete e manifestate le vostre idee creative / pensieri, e quindi è necessario sperimentare l'espressione manifestata che risulta dai vostri pensieri azioni- dichiarate la Legge Universale.
State per diventare direttori efficienti delle forze di energia cosmica.
Diventate un osservatore consapevole e praticate il distacco.
Non permettete a voi stessi di essere tirati in un vortice di energia negativa creati da altri.
Imparate il controllo e a stare fermi, come il direttore della vostra energia sacra.
Non permettere a nessuno di disturbare la vostra serenità e la vostra naturale armonia..
Tuttavia, ricordate, se di tanto in tanto c'è un momento umano, fermatevi e fate un respiro profondo e tornate al centro, emettete una raffica di Fiamma Viola per trasmutare e dissolvere ogni energia discordante.
Siete a volte troppo duri nel giudizio di voi stessi. La perfezione non è prevista, cari cuori. [...]
Trovate il messaggio completo cliccando qui

venerdì 1 luglio 2011

siamo i ponti tra terra e cielo




Spesso mi soffermo a osservare come sia facile trovare rifugio nella spiritualità per sfuggire ai problemi del mondo e della vita. A volte, la via spirituale viene seguita per astrarsi dalla realtà, ma, quasi sempre in questi casi, appena finita la pratica spirituale, qualunque essa sia, si rientra nel mondo e si riprende il carico di quelle emozioni e reazioni che si era cercato di dimenticare o sfuggire.
C'è il piacere di avere fatto meditazione, yoga, recitato e cantato mantra, acceso incensi e candele...ma poi, in realtà, forse, a volte, manca la voglia di cambiare anche un solo capello del proprio essere.
Non parlo di chi è sul cammino e faticosamente sta togliendo i veli per vedere la propria luce interiore, che cade e ricade, ma si alza fiero e continua il cammino verso il centro di se, dove, togliendo gli ostacoli potrà splendere.
Parlo di chi percepisce lo Spirito come qualcosa di staccato dalla materia, perché in fondo è sempre stato trasmesso così, come se la materia fosse una cosa separata, non buona, da rinnegare e staccare. In fondo abbiamo fatto anni a rifugiarci lassù, chissà dove. E si rischia di sostituire vecchi dogmi con nuovi dogmi molto ben confezionati ma che, alla fine ti imprigionano di nuovo e ti spingono a seguire regole mascherate da libertà.

Lo Spirito siamo noi, noi dobbiamo creare ancoraggi di luce qui sul pianeta, qui nelle nostre cellule, siamo venuti per questo.
Abbiamo risposto alla chiamata per questo, per ancorare la luce delle stelle dentro la carne nostra e di Madre Terra.
Molti, me compresa, hanno nostalgia di Casa, ma abbiamo accettato di essere qui e non è cercando la luce là fuori che possiamo adempiere a ciò che abbiamo scelto di fare.
Difficile a volte continuare ad accettare questa scelta, ti chiedi, con la mente in parte umana, perché diamine non te ne sei stato dov'eri, perchè hai scelto di farti carne..
Ma poi arrivi a quella scintilla che vive nel profondo di te e ti passa, e ritrovi la passione per questo meraviglioso pianeta.

Noi siamo i ponti tra terra e cielo, noi con i piedi sulla terra e lo sguardo nel cielo, noi siamo le colonne di luce, gli innumerevoli chakra viventi di gaia. Noi siamo luce incarnata. Mettiamo le radici di luce dove siamo, creiamo un ancoraggio affinché quel luogo splenda. La consapevolezza dell'essere
frequenza di luce attiva i cristalli nella terra, dove posiamo i piedi, dove ci fermiamo. Portiamo con noi questa luce, ovunque andiamo, a richiamare i codici del risveglio, dell'evoluzione, della maestria, della grande saggezza che dimora nel nostro Essere stellare.

Andiamo a nutrirci di luce nei luoghi dove la luce vive, immergiamoci nelle frequenze luminose che ci danno forza e coraggio, nei luoghi speciali che sono lì per questo e portiamole nel mondo, non limitiamolo al momento spirituale, o alla lettura o alla meditazione.
Incarniamo la luce, l'amore, la saggezza, così che il nostro cammino lasci orme luminose e percepibili.

Non dobbiamo FARE, dobbiamo SPLENDERE, solo questo. Non dobbiamo darci da fare a salvare, risanare, cambiare, dobbiamo solo permettere alla Luce che siamo di brillare. Ci sarà chi si girerà dall'altra parte, chi si metterà gli occhiali da sole, chi accoglierà la luce per risvegliare la propria. Ognuno sceglie, noi abbiamo scelto.

Portiamo le stelle alla terra, portiamo la luce nei nostri passi, portiamo la Vita qui, la nuova vita, proprio qui dove siamo.


Da una Niña del Cosmo con immenso amore.

Portiamo le stelle alla terra,
camminando con passi leggeri
lasciando tracce di luce.

Portiamo silenzi e parole,
con suoni di acqua e di vento.
Parliamo alle rocce,
cantiamo alla Madre,
col fruscio delle tenere foglie.

Sfioriamo con tocco leggero,
per accendere mondi,
per sorridere al cielo.

Siamo qui per la vita che scorre nei fiumi,
siamo qui per amare e portare il risveglio.

Portiamo quel raggio d'amore e di pace,
del blu più profondo, quell'onda di luce
che nasce nel cuore.
e canta, ogni notte, alle stelle.


Mni Wachipi